Sono stata ospitata presso la Tito Ndithini primary school dove ho realizzato il laboratorio d'informatica, forse una delle prime aule di computer del circondario, visto che la luce non è ancora arrivata e soltanto alcuni temerari come noi si sono imbarcati in questa avventura inizialmente considerata pazzesca...
In effetti è stato pazzesco tutto il percorso di costruzione: il generatore spesso manifestava sbalzi anche significativi di tensione che di tanto in tanto facevano fumare qualche monitor. Per fortuna che ne avevamo a disposizione parecchi e potevamo permetterci di sostituirli, ancora fumanti...
Ma formattare 15 computer è stata un'impresa, con la corrente che saltava di tanto in tanto e ci costringeva a ricominciare il processo di installazione di windows 98.
Suor Nadia, con grandi peripezie aveva procurato un sistema operativo ed un Office 97 in inglese, poiché i computer li avevamo spediti in italiano e con un solo cd e l'infinita pazienza di Giobbe siamo riusciti nell'impresa.
Poi è stato il momento di metterli in rete, cablando direttamente i cavi: ne avevamo portato via una matassa, con una scatola di plug Rj45 e la pinza crimpatrice; il tutto ben nascosto nella valigia fra pigiami e magliette. Mio marito, a dire il vero, si era travestito da prete, poco prima di scendere dall'aereo e grazie a questo stratagemma siamo riusciti a driblare la sorveglianza doganale che avrebbe potuto aprirci le valigie, scoprendo il tesoro di tecnologia e di farmacia che ci eravamo portati dall'Italia...
Il generatore ci ha bruciato alcune schede video, per cui i computer da 15 sono scesi a 12, ma quando tutti sono andati in rete, è stata enorme la felicità! Soprattutto è stata grande la soddisfazione perché nessuno avrebbe dato uno scellino a quelle macchine, vecchiotte, ma perfettamente funzionali e funzionanti! Infatti è stata vitale la scelta dei computer riciclati, perché, con il generatore, ci si può permettere anche di perderne qualcuno: nessuno li piange, poiché non sono costati nulla...
Poi, quando arriverà la corrente e la tensione sarà più stabile, allora si potrà pensare ad un rinnovamento della computer room.
Per il momento gli insegnanti sono contentissimi e i bambini entusiasti: questa aula d'informatica rappresenta il futuro con cui anche i poveri possono riscattare conoscenza e comunicazione! Dobbiamo infatti cominciare a considerare che, accanto al pane e l'acqua, anche l'informazione è di vitale importanza per questi amici meno fortunati: lasciarli al buio equivarrebbe distanziare sempre più il nostro benessere dalla loro povertà.
LAURA PERLARI
Guarda le foto scattate durante questa esperienza.
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