L'AULA INFORMATICA

La nuova aula informatica. Dopo la realizzazione di un 'aula nell'anno 2009 con computer donati  dall'Italia e la collaborazione di volontari che l'hanno resa funzionante ,nel 2010 il progetto si è consolidato con l'acquisto in Kenya di computer  nuovi.
La comunità di Ndithini vive di quel poco che la terra riesce a dare ma di istruzione e cultura sentono di averne sempre più bisogno. La società Keniana è già informatizzata  ,nelle scuole superiori è obbligatorio test di entrata per l'uso del computer,mentre nelle periferie si assiste all'estremo divario che crea discrepanze che ,se non colmate,potrebbe inasprire i contrasti sociali.
E' in questa logica che il progetto è stato desiderato dalla Comunità. 

 

Grazie al "Gruppo LION'S CLUB "  Riviera del Brenta  VE
Grazie all'Associazione  KNOW-HOW di Vigonza PD
Grazie agli amici dell'Associazione ASANTISANA.


LA PRIMA AULA DI INFORMATICA TITO PRIMARY SCHOOL

 

Sono stata ospitata presso la Tito Ndithini primary school dove ho realizzato il laboratorio d'informatica, forse una delle prime aule di computer del circondario, visto che la luce non è ancora arrivata e soltanto alcuni temerari come noi si sono imbarcati in questa avventura inizialmente considerata pazzesca...

 

In effetti è stato pazzesco tutto il percorso di costruzione: il generatore spesso manifestava sbalzi anche significativi di tensione che di tanto in tanto facevano fumare qualche monitor. Per fortuna che ne avevamo a disposizione parecchi e potevamo permetterci di sostituirli, ancora fumanti...

 

Ma formattare 15 computer è stata un'impresa, con la corrente che saltava di tanto in tanto e ci costringeva a ricominciare il processo di installazione di windows 98.

 

Suor Nadia, con grandi peripezie aveva procurato un sistema operativo ed un Office 97 in inglese, poiché i computer li avevamo spediti in italiano e con un solo cd e l'infinita pazienza di Giobbe siamo riusciti nell'impresa.

 

Poi è stato il momento di metterli in rete, cablando direttamente i cavi: ne avevamo portato via una matassa, con una scatola di plug Rj45 e la pinza crimpatrice; il tutto ben nascosto nella valigia fra pigiami e magliette. Mio marito, a dire il vero, si era travestito da prete, poco prima di scendere dall'aereo e grazie a questo stratagemma siamo riusciti a driblare la sorveglianza doganale che avrebbe potuto aprirci le valigie, scoprendo il tesoro di tecnologia e di farmacia che ci eravamo portati dall'Italia...

 

Il generatore ci ha bruciato alcune schede video, per cui i computer da 15 sono scesi a 12, ma quando tutti sono andati in rete, è stata enorme la felicità! Soprattutto è stata grande la soddisfazione perché nessuno avrebbe dato uno scellino a quelle macchine, vecchiotte, ma perfettamente funzionali e funzionanti! Infatti è stata vitale la scelta dei computer riciclati, perché, con il generatore, ci si può permettere anche di perderne qualcuno: nessuno li piange, poiché non sono costati nulla...

 

Poi, quando arriverà la corrente e la tensione sarà più stabile, allora si potrà pensare ad un rinnovamento della computer room.

 

Per il momento gli insegnanti sono contentissimi e i bambini entusiasti: questa aula d'informatica rappresenta il futuro con cui anche i poveri possono riscattare conoscenza e comunicazione! Dobbiamo infatti cominciare a considerare che, accanto al pane e l'acqua, anche l'informazione è di vitale importanza per questi amici meno fortunati: lasciarli al buio equivarrebbe distanziare sempre più il nostro benessere dalla loro povertà.

 

LAURA PERLARI

 

Guarda le foto scattate durante questa esperienza.

 

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