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In questa vita non possiamo fare grandi cose
ma possiamo fare piccole cose con grande amore.
Madre Teresa di Calcutta

Lettera di Giovanna Waithera

Carissimi,

Io, sono Bella Giovanna Waithera, e ho appena 10 giorni di vita.

In questo momento mi sento sicura, perché sono tra le braccia delle persone che mi hanno accolto con tanto amore e trepidazione.

Io, ho una storia dolorosa, ma il Signore non mi ha abbandonato e lasciato morire, dove la mia mamma mi aveva deposto e preparato la mia tomba coperta con una pietra.

Subito dopo essere nata, la mamma mi ha scavato una buca nella foresta di Ndaragwa, mi ha messo dentro e mi ha coperto con una grossa pietra ed io mi sentivo mancare l’aria e tremavo come una foglia. Io, bimba seppellita viva, ho visto sorella morte che si è seduta accanto a me e mi accarezzava,la mia mamma è scappata come una ladra. In quella foresta ci sono molti animali feroci ed io mi sentivo già di essere la nuova preda di un animale pronto all’agguato. La mia placenta è quella che mi ha salvato e mi ha mantenuto in vita e mi ha dato la forza di strillare e di farmi sentire da un uomo mentre camminava in cerca di legna.

Lui al mio chiamare, mi ha cercata, ha rimosso la pietra, mi pulito dalla terra con delicatezza di un padre, mi ha avvolto con la sua giacca e mi ha portato nella casa dei bambini a Ndaragwa. Le suore mi hanno donato una coperta e mi hanno portato subito al dispensario e poi mi hanno trasferito al grande ospedale per curarmi e tagliarmi la placenta.

La mia permanenza all’ospedale è stata bella, perché le infermiere si sono prese cura di me, mi hanno curato, medicato gli ematomi che avevo e mi hanno nutrito.

Le suore di Ndithini al sentire la storia hanno aperto il loro cuore, hanno chiamato le sorelle di Ndaragwa e poi il responsabile dei bambini e dopo alcuni giorni, sister Mildred con sister Teresa, sono venute a prendermi.

All’Ospedale mi hanno chiamato Bella e poi mi hanno aggiunto Giovanna e Waithera due grandi donne che hanno amato i bambini.

Io, mi sono sentita subito sicura, perché nella casa Madre Ippolita di Ndithini  crescerò e troverò sicurezza, attenzione e vita. Oggi 10 Maggio per me incomincerà una nuova vita.

Voglio fare un appello a tutte le mamme di non uccidere i bambini  o di farli soffrire .

Io, sono certa che qui crescerò e avrò un futuro, ma devo pregare per le mie suore che ogni giorno si fanno mendicanti per tutti i bimbi, ragazzi e ragazze di Madre Ippolita, perché tutti possano avere un futuro e una casa dove abitare.

 

Con affetto,

Bella Giovanna Waithera